Fontane pubbliche o, meglio dette, Fontanelli!

    Restiamo spesso colpiti quando, andando a fare una passeggiata in montagna, ci imbattiamo in qualche ruscello o rivolo d’acqua oppure quando l’amico di turno, appena tornato dalla settimana bianca, giusto per farci un po’ di invidia, ci porta un po’ d’acqua di alta montagna. Quanta naturalezza, che bontà! Altrettanto spesso, al contrario, siamo restii a bere l’acqua che arriva direttamente dal rubinetto. Eppure si tratta della medesima acqua, anzi mentre dell’acqua di montagna abbiamo fiducia che sia buona, quella del rubinetto ha passato una serie di trattamenti, che garantiscono la salubrità di quel che beviamo.

    Eppure è all’ordine del giorno sentire lamentele riguardo alla qualità dell’acqua: a chi non piace il sapore, chi percepisce troppo cloro, chi ha paura di appesantirsi, chi fugge dai calcoli renali!

    Chi ha torto e chi ragione?

    Nessuno ha torto e nessuno ragione: l’acqua pubblica è potabile! Assistiamo banalmente ad uno scontro fra quelli che sono i requisiti richiesti dal cliente e quelli che può soddisfare l’ente erogatore.

    Facciamo un esempio

    Nessuno potrà negare alla signora Pina, che ha i calcoli renali, di volere un’acqua con un basso contenuti di residuo fisso, magari prossimo allo zero; allo stesso tempo l’azienda che fornisce l’acqua potabile può garantire la fornitura di un prodotto con un residuo fisso più alto di quanto richiesto. Il risultato è che la signora Pina andrà al supermercato a comprare le bottiglie d’acqua.

    Una possibile soluzione sarebbe aumentare gli standard qualitativi dell’acquedotto, ma il costo relativo sarebbe spropositato, soprattutto per dell’acqua che non viene solo bevuta, ma ha anche usi meno nobili.

    Un’altra soluzione, ben più efficace, è quella di agire localmente. Come?

    I Fontanelli

    I fontanelli sono fontane pubbliche che distribuiscono acqua. Acqua naturale e acqua frizzante, acqua calda e acqua fredda, acqua buona e acqua buona! Il funzionamento è molto semplice: il fontanello attinge direttamente dall’acquedotto pubblico (in molti casi sono di proprietà dello stesso ente di distribuzione) e, a seguito di lavaggi, filtraggi, decloratura e depurazione, eroga acqua di alta qualità, gradevole anche dal punto di vista organolettico.

    In questo modo non viene depurata tutta l’acqua, ma solo quella che esce dal fontanello, solo quella che serve.

    E noi cosa facciamo?

    Il progetto Fonte Comune è nato da un’idea della cooperativa sociale Il Melograno di Pisa che ha coinvolto sin da subito l’eLabor, che ha fornito soprattutto mezzi finanziari, ed altre cooperative della zona di Pisa e Lucca. L’idea è che si possa coniugare il consumo di acqua di qualità con il rispetto dell’ambiente, l’educazione civica, la ricostruzione di legami comunitari forti in un epoca in cui tendono a sfilacciarsi e non ultima la possibilità di impiegare in un lavoro dignitoso persone le cui energie fanno fatica a trovare sbocchi positivi.

    In pratica, i sei fontanelli del progetto attualmente in funzione erogano ogni anno migliaia e migliaia di litri di acqua fornendo quindi acqua di qualità a tantissime persone che in questo modo non consumano altrettante migliaia di bottiglie di plastica che non vengono quindi neppure spostate attraverso tutta l’Italia da camion che consumano tonnellate di gasolio; nello stesso tempo, il piccolo sacrificio di andare a prendere l’acqua al fontanello permette di aumentare la propria consapevolezza sull’importanza di questo elemento tanto semplice quanto necessario. Ancora di più, questo consente alle cooperative che gestiscono il progetto di impiegare persone svantaggiate in lavori semplici, ma utili alla comunità, evitando che debbano appoggiarsi ai servizi sociali, gravando sulla comunità, e trasformandole quindi da un peso in una risorsa.

     

    Quanta dolcezza in quest’acqua!

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